Chiacchiere, datteri e thè

Chiacchiere, datteri e thèTempo fa sulla pagina facebook di Five O clock vi avevo parlato della presentazione di questo libro: Chiacchiere, datteri e thè di Ilaria Guidantoni. L’ho letto e devo dire che è molto interessante! Sinceramente sono appassionata di rivoluzioni, mi piace capire cosa porta un popolo a desiderare così ardentemente un cambio di rotta, quali sono i loro ideali, che cosa li muove,… ma anche cosa succede dopo, quando la “festa” finisce, si spengono i riflettori e c’è il momento più difficile, quello della costruzione. Ecco, Chiacchiere, datteri e thè ha cercato di rispondere proprio a questa domanda. Ilaria Guidantoni, che è tornata a Tunisi un anno dopo la cosiddetta “primavera araba”, tra un e l’altro, ha parlato con i tunisini. Il volume è una raccolta di chiacchierate dell’autrice con persone diverse per sesso, età, credenze religiose, idee politiche,… si passa da docenti a proprietari di librerie, da taxisti a giornalisti, da ragazze del call center ad artisti. Il tentativo è quello di capire che cosa sta succedendo, se la rivoluzione ha avuto gli effetti sperati, se si è formata una nuova Tunisia e quale sarà il suo futuro…

Leggendo Chiacchiere, datteri e thè mi ero segnata alcune frasi significative per capire che cosa sta o non sta accadendo, ma non ve le trascrivo per non rovinarvi la sorpresa 😉 Tra l’altro, domani, a Milano, alle ore 18,30 alla libreria Hellisbook l’autrice Ilaria Guidantoni presenterà Chiacchiere, datteri e thè e parlerà del futuro delle donne tunisine con la giornalista Mariarosaria Marchesano. Io purtroppo sono ancora ammalata, ma, a chi può, consiglio l’incontro!

Chiacchiere, datteri e thè è un libro molto interessante per capire la situazione, ma anche per programmare un viaggio a Tunisi perché arricchito da indicazioni sulle tradizioni, i piatti tipici, i luoghi consigliati da visitare,… con, alla fine un elenco dei posti citati dall’autrice: hotel, ristoranti, negozi (tra cui il regno dei miei amati datteri, Deyma), gallerie d’arte, librerie, luoghi di culto e di cultura. Per esempio, sapevate che la limonata profumata alla menta è la bevanda nazionale della stagione estiva, mentre il succo alla fragola di quella primaverile e quello al melograno dell’inverno?
Davvero, ho capito meglio e con più profondità la città di Tunisi leggendo questo ultimo lavoro di Ilaria piuttosto che con la Lonely Planet (secondo me, tra l’altro, in generale, la qualità delle loro guide è peggiorata… non trovate?)

L’obiettivo che si era posto l’autrice era questo: “Cogliere cosa sentono i tunisini in questo momento di attesa e passaggio verso una non ben chiara democrazia. Cosa sta cambiando nelle loro vite quotidiane? Cosa evoca la parola rivolta? Ho letto molto sulle rivoluzioni, purtroppo anche sulle restaurazioni; quasi nulle sulle transizioni, dove probabilmente emergono elementi trascurati, illuminanti sulle rivoluzioni prima, quanto predittivi di quello che verrà. Mi piacerebbe disegnare un’anatomia della transizione, in tutte le su infinite fluttuazioni”. Dopo avere letto Chiacchiere, datteri e thè posso solo dire: obiettivo raggiunto. Buon tè a tutti!

Ps. Il link per votare Five O clock su Grazia.it è http://blogger.grazia.it/blogger?id=685

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Un pensiero su “Chiacchiere, datteri e thè

Grazie! Ci vediamo al prossimo tè :-)

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