Norvegia, bere un tè (e un caffè) a Oslo

tè oslo
Tè allo Stockfleths

Questo weekend la mia famiglia mi ha raggiunto a Oslo, capitale della Norvegia. Dopo le Lofoten, Trondheim e Bergen, potevo non farvi un reportage su dove bere un tè (o un caffè) a Oslo? E questa volta ho potuto contare su una guida d’eccezione, ovvero il produttore di tè Rajiv Lochan e suo figlio e suo figlio Vivek (lochantea.com). La figlia di Rajiv lavora e vive a Oslo e quindi conoscono bene la città e le sue tea room. Ecco che cosa mi hanno consigliato:

– Tehuset Lille Grensen (Karl Johans gate 25) si trova in pieno centro, a pochi passi dalla via dello shopping Karl Johans gate. Oltre a bere , si possono comprare foglie e accessori. Qui ho assaggiato un buon matcha cappuccino. Naturalmente qui si può bere anche caffè. Il binomio tè e caffè in Norvegia è indissolubile e lo vediamo anche nella prossima tappa…

– Black Cat (Grensen 3) è vicino al Tehuset. Questa non è una tea room, ma un negozio di tè e caffè di qualità, piccolo, ma molto grazioso e fornito. Le tazze erano spettacolari (peccato per i prezzi norvegesi… Oslo è cara)! E poi non potevo non apprezza il nome: Black Cat, gatto nero… senza offesa per il mio cucciolino che invece è tutto bianco 😉

– Tea Lounge (Thorvald Meyers gate 33c) si trova più a nord, vicino al parco di Birkelunden (autobus 11, 12, 13). Qui purtroppo non sono riuscita a passare, ma posso dirvi che è un posto dove è possibile mangiare qualcosina bevendo un tè (tè nero, tè verde, tè bianco, rooibos e infusi di frutta), un caffè o un calice di vino. Tra le specialità della casa, l‘Irish Tea con tè e Baileys

Stockfleths (Prinsens gate 6). In compenso sono stata qui, allo Stockfleths che dicono avere il migliore caffè di Oslo. Non potendo bere caffè non mi esprimo (mia sorella ha sentito il cappuccino e ha detto che era buono, ma non eccezionale), vi dico solo che qui potete trovare bianchi cinesi, tè verdi puri cinesi e giapponesi, tè veri aromatizzati, oolong cinesi e di taiwan, tè neri cinesi, indiani e di Ceylon, rooibos (in Norvegia piace molto!) e infusi. Io ho assaggiato una tazza di tè bianco Yin Zhen… molto elegante il modo di servirlo, ma il tè non era il massimo, forse l’acqua era troppo calda. Le foglie di tè si possono anche comprare.

– Cafè Edvard Munch (Tøyengata 53) aveva inaspettatamente tè in foglie e quindi ho invitato tutta la famiglia a riposarsi un attimo. Di fuori diluviava ed era la seconda esposizione di Munch a cui li trascinavo in poche ore… Abbiamo preso un tè verde Earl Grey con una fetta di crostata ai mirtilli e non era male, peccato che la crostata fosse un po’ fredda.

E ora qualche indicazione generale su Oslo:

Cosa vedere a Oslo:

  • Galleria Nazionale – Mostra Munch 150 fino al 13 ottobre, un’esposizione che raccogliere le opere di Edvard Munch dal 1882-1903. Merita: sì. Costo: 95 NOK (12 euro) ma incluso nel Munch Pass (si può comprare direttamente alla Galleria Nazionale, ma controllate che ve lo facciano davvero… cosa che a noi non è successa)
  • Munch Museum – Mostra Munch 150 fino al 13 ottobre, le opere di Edvard Munch dal 1904-1944. Merita: nì. Costo: 95 NOK (12 euro) ma incluso nel Munch Pass
  • Aula magna dell’università di Oslo, decorata da Edvard Munch nel 1911… una vera sorpresa. Merita: sì. Costo: gratis
  • Crociera sul fiordo (sightseeing sul fiordo). Si parte con Båtservice Sightseeing As dal molo 3, di fronte al municipio (Rådhus, dove viene consegnato ogni anno il Nobel per la pace). Merita: sì. Costo: 260 NOK (32 euro)
  • Opera, una costruzione moderna, vicino al nuovo quartiere (ancora in costruzione) attorno alla stazione centrale. L’edificio dovrebbe assomigliare a un iceberg e salire sul tetto sembra essere una delle attrazioni più popolari di Oslo, ma secondo me si gode un panorama molto più bello dalla fortezza. Merita: no. Costo: salire sul tetto ed entrare nella hall (ci sono i bagni) è pulito
  • Fortezza di Oslo (Akershus), una grande costruzione il cui nucleo originale risale alla fine del Duecento. Bella vista sul fiordo di Oslo e vedere le guardie (è in parte ancora un’installazione militare) che si aggirano tra antichi muri di pietra e cannoni è suggestivo. Merita: sì. Costo: passeggiare sulle mura è gratis
  • Centro Nobel per la pace, un museo con esposizioni sull’importante premio che viene consegnato nel municipio di Oslo (gli altri vengono consegnati a Stoccolma). Merita: no (gli schermi con tutti i Nobel per la pace, la parte più interessante, non funzionavano neanche bene e le scritte in inglese andavano troppo veloci). Costo: gratis in alcuni giorni, calendario sul sito
  • Parco Vigeland, un museo all’aperto delle possenti sculture di Gustav Vigeland. Merita: sì (anche se non si trova il bambino londinese che piange sponsorizzato da cartoline e Lonely Planet). Costo: gratis
  • Aker Brygge, moderno quartiere sul fiordo, vicino al municipio con ristoranti (non per pasti low cost), pub, negozi e il museo di arte contemporanea progettato da Renzo Piano, il Astrup Fearnley Museum. Merita: sì. Costo: gratis
  • Museo del folklore, un grande spazio all’aperto che mostra case e tradizioni delle varie regioni della Norvegia, compresa una stavkirke, una chiesa in legno del 1200. Merita: sì. Costo: 110 NOK (14 euro). Vicino c’è il museo delle navi vichinghe, ma non abbiamo fatto tempo ad andare
  • Damstredet, la città vecchia, sponsorizzato dalla Lonely Planet come il quartiere degli artisti. Merita: no, se non vi interessa anche il vicino cimitero che ospita Munch e Ibsen. Costo: gratis
  • Palazzo reale, al momento è in ristrutturazione (fino al 2014) e lo si vede attraverso le transenne. Merita: nì, il parco attorno è un’oasi di pace. Costo: gratis (dentro non si può entrare)

Dove mangiare a Oslo:

  • Kafe Celsius (Rådhusgata 19): provato il salmone, la zuppa di pesce, il merluzzo e il piatto vegetariano e ci sono piaciuti
  • Cafè Christiania (Nedre Vollgate 19): provato l’hamburger Christiana e ci è piaciuto (il signore italiano di fianco al nostro tavolo si è lamentato perché il filetto di salmone era troppo salato). Qui fanno anche l’Afternoon Tea dalle 16 (vedi foto)
  • Hard Rock Cafè (Karl Johans gate 45): per veri rocker! I prezzi non sono low cost
  • Egon Restaurant (Karl Johans gate 37): volete scoprire la differenza tra la pizza americana e quella italiana e i veri ingredienti delle lasagne alla bolognese e delle tagliatelle alla carbonara??? A parte questo si trovano piatti norvegesi e non (esempio buone baked potatoes) a prezzo abbordabile, ma il salmone è meglio al Kafe Celsius

Dove dormire a Oslo:

  • Smarthotel.no (St. Olavs Gate 26): location fantastica (a pochi passi dalla galleria nazionale, dalla via principale Karl Johans gate, dal teatro nazionale, dal municipio,…) però bisogna adattarsi a camere e bagni minuscoli. Colazione accettabile.
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4 pensieri su “Norvegia, bere un tè (e un caffè) a Oslo

Grazie! Ci vediamo al prossimo tè :-)

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